La barba è considerata indecente per il sumo e altri sport

Illustrazione di un lottatore di sumoSecondo una notizia degli ultimi giorni, la Jsa, associazione giapponese del sumo, ha giudicato la barba indecente. Sembra che di recente molti lottatori avessero cominciato a farla crescere per superstizione, in quanto pare che tagliarla attiri la malasorte.

Un portavoce dell’associazione ha dichiarato che unghie lunghe, tatuaggi, barbe e altre sciatterie saranno messe al bando. Essendo il ring sacro, è fondamentale che i lottatori preservino l’igiene personale e che gli spettatori vengano tutelati, non mostrando nulla che possa essere considerato sgradevole.

Poco importa che il sumo sia al centro di scandali, come incontri truccati, bullismo, giri di droga, corruzione e crimine organizzato… l’importante è che i lottatori abbiano il volto ben rasato.

Anche in altri sport come il pugilato la barba non è ben vista. In questo caso, però, è per evitare che la peluria causi abrasioni all’avversario o impedisca ai giudici di gara di vedere tagli e ferite.

Ovviamente non mancano polemiche a riguardo, come quando nel 2010 è stato impedito a Mohammed Patel, inglese di religione musulmana, di partecipare al campionato per dilettanti di Bolton o quando il comitato non ha permesso a un gruppo di pugili sikh di partecipare ai Giochi di Londra 2012.

Comunque, senza andare troppo lontani, anche nello sport italiano la barba a volte viene vista di cattivo occhio, soprattutto se di mezzo c’è il nostro caro Silvio Berlusconi, che per il Monza ha detto di volere solo giocatori senza tatuaggi, senza orecchini e senza barba.